Se un erede ha debiti cosa succede?

Sia gli eredi che i de cuius possono essere interessati da situazioni debitorie. Cosa accade dunque all’eredità quando ci sono debiti? Può l’erede rispondere di un debito del de cuius? Può l’eredità essere usata per adempiere ai debiti dell’erede? Scopriamolo insieme.

Se un erede ha debiti cosa succede

Facciamo un esempio per capire se un bene ereditato possa essere oggetto di contestazione tra i creditori di un erede.

Immaginiamo che Tizio e Caio, fratelli, ereditano la casa dei genitori, e spetta ad ognuno di essi il 50% della quota. Se Tizio ha i debiti, possono i creditori prima che le quote vengano equamente divisi, pignorare l’intera casa?

Stando al codice civile, il debitore risponde delle sue obbligazioni con tutto il suo patrimonio, presente e futuro. È quindi ivi compreso anche il patrimonio ereditato. Se quindi Tizio è Caio non hanno ancora diviso le quote, i creditori attaccano il bene in comproprietà, quest’ultimo viene venduto e le quote verranno ripartite. Più nello specifico al creditore spetterà la sua quota, e al coerede la sua quota. Il fratello con debiti non avrà nulla a meno che dal ricavato della vendita e dalla soddisfazione del creditore non dovesse avanzare una somma.

Quali sono i debiti non trasmissibili agli eredi

Nel caso inverso, potrebbe essere il de cuis ad avere debiti. Dunque se Tizio e Caio sempre fratelli ereditano il patrimonio del genitore, ne dovrebbero ereditare anche i debiti. In questo caso, si può accettare l’eredità o rinunciare alla stessa (fermo restando che i creditori possono impugnare la rinuncia all’eredità e/o l’azione di riduzione della legittima).

È un qualcosa questo molto frequente nelle situazioni familiari in Italia. Ci si domanda insomma se un debitore dovesse morire, fino a che punto i creditori possano soddisfare la loro posizione aggredendo gli eredi, i beni ereditati e i beni personali. Ebbene, in genere, per non rispondere di debiti non contratti da loro personalmente, gli eredi possono sia rinunciare all’eredità (ovviamente sia crediti che debiti), sia accettare l’eredità con beneficio di inventario.

Cosa vuol accettare l’eredità con beneficio di inventario? Semplicemente che l’erede accetta di ricevere crediti e debiti del de cuius, tutelando i suoi beni personali (quelli posseduti prima di ereditare) e rispondendo eventualmente dei debiti solo con il patrimonio ricevuto con l’eredità.

Per spiegare meglio riportiamo un esempio. Mettiamo conto che Tizio è proprietario di un bene e riceve in eredità un patrimonio tra cui un terreno e incluso di un debito ammontante a circa 100.000 euro. Per riuscire a soddisfare le richieste creditizie a fronte di ciò, prima che Tizio e fratelli spartiscano l’eredità, i creditori avranno la possibilità di sottoporre ad esecuzione forzata un quinto di tale patrimonio e non tutto ciò che gli eredi hanno ereditato.

Vi è altresì da specificare che gli eredi sono tenuti a pagare solo alcune tipologie di debiti. Vi sono infatti alcune categorie, ovvero i debiti di natura personale, di cui gli eredi non rispondono. Si tratta delle sanzioni amministrative, di quelle tributarie, delle multe stradali e delle sanzioni penali. Rientrano nel novero dei debiti personali anche gli alimenti, l’assegno di mantenimento, i debiti di gioco e le scommesse nonché i contratti personali.

Vi è infine da escludere dal novero anche il pagamento di tutti i debiti che, nel corso del tempo, sono stati soggetto di prescrizione.

Va tuttavia precisato che se gli eredi dovessero anche solo tacitamente compiere un’azione che li porta ad entrare nell’asse ereditario senza precisare il beneficio di inventario, allora le cose cambiano. In questo caso saranno costretti a pagare anche con il patrimonio personale gli eventuali debiti contratti dal de cuius. È importante quindi, prima di fare qualunque altra cosa, rivolgersi ad un notaio e chiedere delucidazioni a riguardo, onde evitare spiacevoli sorprese future.

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