Revoca della patente: cosa fare per riaverla

Il nostro ordinamento cerca di dettare delle regole ben precise per semplificare la vita di tutti i giorni ad ognuno di noi. Anche in materia di circolazione stradale con veicoli, c’è il codice della strada che impone norme e comportamenti, punendo di conseguenza tutti gli automobilisti trasgressori.

Alcune di queste punizioni prevedono delle semplici multe, altre multe un po’ più salate e altre ancora la decurtazione dei punti dalla patente. Ma è la revoca della patente a rappresentare forse la massima punizione per chi guida, in quanto comporta l’assoluto divieto di mettersi al volante. Specificamente è il codice della strada a definire i casi in cui le autorità hanno il dovere di revocare la patente a chi viola determinate regole, trattandosi questa di una misura eccezionale valida solo in alcuni casi specifici.

Il Codice della Strada definisce dunque il concetto di revoca della patente, definendola come quel provvedimento amministrativo attraverso il quale viene cancellato il documento (nel caso il titolare non abbia più i requisiti psicofisici necessari per guidare un veicolo), o quel provvedimento che sospende momentaneamente l’uso della patente in altri casi previamente eleganti dalla legge, e che sono riportati qui di seguito.

Quando può essere revocata la patente?

Per coloro che lecitamente si domandano quando possa essere revocata la patente, è il codice della strada a prospettare le diverse ipotesi in cui si applica tale punizione. Ad esempio una prima circostanza si ha quando un soggetto detentore di una licenza perde in via permanente o temporanea i requisiti psicofisici.

O ancora quando quest’ultimo versa in uno stato di pericolosità sociale, o se ha ottenuto la sostituzione della propria patente con quella estera. Una seconda circostanza si pone in essere quando dopo sospensione della patente, il soggetto interessato dal provvedimento venga “beccato” dalle autorità alla guida dell’auto.

Una terza circostanza si ha quando un soggetto percorre una strada contromano. Una situazione di particolare rilevanza si ha invece se il soggetto in questione viene interessato da una recidiva di superamento dei limiti di velocità, dall’ipotesi di guida in stato di ebbrezza, o da uso di sostanze stupefacenti. La revoca della patente non va confuso con il mancato rinnovo della patente che può avvenire in diverse circostanze.

Si può guidare con la patente revocata?

Il Codice della Strada è molto severo in materia di patente e guida. Ai sensi dell’articolo 116 c.1 infatti sussiste l’obbligo di possedere la patente di guida per condurre un mezzo su strade aperte. Non si possono guidare autoveicoli, motocicli, ciclomotori, ma anche tricicli e quadricicli senza essere in possesso dei requisiti di legge, quali cioè patente e eventuale abilitazione professionale. Questo vuol dire che in assenza di patente ci sono delle sanzioni amministrative che il reo sarà obbligato a pagare in quanto “in difetto”.

Per quanto attiene alle sanzioni per guida senza patente, qualche anno fa (precisamente nel 2016), il codice della strada è stato interessato da una depenalizzazione che prevede il solo pagamento di una multa se le forze dell’ordine individua il conducente di un’auto privo di patente.

Tale sanzione prevede il pagamento di un importo che va da un minimo di 42 ad un massimo di 173 euro. Le somme appena indicate sono destinate a salire (tra i 430 e i 1.731 euro) se il soggetto in questione rifiuta di identificarsi. Queste stesse regole valgono, e non di poco, se il motivo di assenza di patente dipende da revoca. A poco importa se il soggetto interessato sia ancora nel possesso materiale del documento: il fatto che sia stato notificato il provvedimento di revoca, comporta già di per sé l’obbligo da parte di chi di dovere a non mettersi al volante.

Ovviamente è doveroso evidenziare che se nell’arco del biennio successivo (durante il quale sussiste ancora la revoca) il soggetto in questione sia interessato da una recidiva,  scatta l’informativa all’Autorità Giudiziaria, dunque andrà a rispondere penalmente delle sue azioni.

Ecco quindi che il soggetto interessato pagherà ammende di importi compresi tra 5 mila e 31 mila euro, risponderà dinanzi all’Autorità Giudiziaria. In alcuni casi si rischia l’arresto fino a 1 anno (o affidamento in prova ai servizi sociali) e per confisca il sequestro dell’auto.

Come ottenere la patente dopo la revoca

In base al motivo per il quale la patente è stata revocata a chi di dovere, si può fare una distinzione di ben due strade percorribili per far sì che si possa di nuovo rientrare in possesso della patente di guida.

Nel primo caso, ovvero nell’eventualità di revoca per perdita dei requisiti psicofisici temporanea il soggetto che intende riacquisire la sua patente, dovrà essere sottoposto ad una visita psicofisica onde vedersi restituire di nuovo il documento di guida (ovviamente il requisito di base in questo caso sarà la cessazione dell’impedimento che aveva provocato la revoca della patente).

Nel secondo caso, ovvero nell’eventualità di revoca per violazione del contenuto del Codice della Strada allora c’è ben poco da fare se non aspettare che il provvedimento prefettizio scada (di solito esso ha una durata che varia dai due ai tre anni).

È possibile impugnare la revoca patente? La risposta è sì, il soggetto interessato può fare ricorso. Si impugna cioè il provvedimento con ricorso notificato al Ministero dei Trasporti. Chi di dovere, ha tempo 20 giorni  (che si contano dalla notifica dell’ordinanza di revoca) per presentare ricorso. Dal suo canto il Ministero ha 60 giorni di tempi per pronunciarsi. In caso di accoglimento del ricorso, vi sarà la revoca del provvedimento e contestuale restituzione della patente all’interessato (tale restituzione avverrà previa comunicazione al competente ufficio della Direzione generale della M.C.T.C).

Immagine da Pixabay.com.

Lascia un commento