Petizione online valore legale

È diventata ormai prassi comune sul web proporre delle petizioni da firmare online. Nel corso degli anni sono non a caso nate piattaforme ad hoc per la raccolta di firme digitali. Queste hanno ospitato le più disparate cause concernenti temi di attualità differenti (da quelli sulla salvaguardia della fauna, a quelli che hanno avuto a cuore la salute dell’uomo, per passare poi ai diritti umani e a quelli delle donne). In linea di massima però la domanda che tutti si pongono, a prescindere dal numero di firme, è se queste petizioni abbiano o meno un valore legale.

Cos’è una petizione online

Per stabilire a monte il valore di una petizione online si deve capire prima concettualmente cosa sia e perché essa viene posta in essere. Al contrario infatti di una classica raccolta firme, l’adesione avviene sul web. Il tutto attraverso l’uso di piattaforme digitali nate per questo scopo ben preciso.

Non servono particolari passaggi o difficili iter per riuscire a dare il proprio beneplacito, bastano pochi dati come nome, cognome e la propria mail. Di solito per intensificare il traffico di consensi, le petizioni online presentano una data entro la quale firmare, che rappresenta dunque il termine della raccolta firme.

Quando si supera la data di scadenza, le petizioni online dovrebbero sui generis seguire lo stesso iter di quelle tradizionali. Il testo della petizione con dietro allegato l’elenco degli aderenti al movimento si presenta a un’autorità governativa o a un ente pubblico o privato, con l’obiettivo di smuovere l’interesse di chi di dovere sulla particolare tematica oggetto della petizione (quest’ultima si precisa, può avere come scopo quello di far approvare o, al contrario, abrogare, una norma considerata non corrispondente alle esigenze della società).

Firmare una petizione online ha valore legale?

Firmare una petizione online ha valore legale? Questa è la domanda che sommariamente ci si pone, in particolare quando si viene interpellati in prima persona su una questione. Indubbiamente al pari di quelle tradizionali, anche le petizioni online sono considerate un valido mezzo attraverso cui dare voce ai propri ideali (siano essi cittadini, associazioni, gruppi di interesse e così via). Tuttavia alla domanda si può dare una sola risposta: no, la petizione online ha zero valore legale, in particolare se ha come tema la trattazione un caso normativo come ad esempio un referendum abrogativo o proposta di legge di iniziativa popolare.

Questo certo non vuol dire che non abbiano la loro valenza. C’è infatti da precisare che se le firme online da un lato non hanno un valore legale, dall’altro hanno comunque un forte valore simbolico, e pertanto in contesti ben avviati è sempre possibile dare loro il giusto peso politico e sociale nel momento in cui si ricavano molte sottoscrizioni.

Pertanto, se si vuole dare un valore legale a queste petizioni, bisogna dare loro una firma elettronica: devono avere cioè una firma digitale che conferisca al documento pieno valore legale (questo perché la firma al suo interno contiene un file definito “busta crittografica”, che si genera in automatico durante l’iter di creazione della firma e che ne garantisce la validità legale). Ci sono diversi siti online che offrono una firma elettronica ottenibile anche utilizzando come sistema di riconoscimento le credenziali SPID.

Cosa succede se si firma una petizione online?

La petizione è di certo in genere, nella forma tradizionale, il massimo strumento di espressione di democrazia diretta. L’ordinamento italiano annovera la petizione nell’elenco dei mezzi attraverso i quali i cittadini possono attivamente prendere parte alla vita politica del Paese e dunque alle decisioni in materia normativa. A stabilire la sua esistenza in Italia è proprio la Costituzione, che all’articolo 50 recita: “Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità”:

Per comprendere se firmare una petizione online possa sortire gli effetti sperati raggiungendo risultati concreti l’unico punto a proprio favore, come già anticipato, resta l’uso della firma digitale, che essendo messa alla stregua della firma chirografa, consente di certificare l’identità del cittadino.

In particolare, quando la petizione si pone come obiettivo quello di voler abrogare una legge oppure proporre una norma su iniziativa del popolo, la firma digitale è il solo unico e valido strumento atto ad attribuire alla petizione stessa la valenza legale che merita (solo in questo modo, è possibile giungere in vero a una delle due camere del Parlamento o a un Comune o al Parlamento Europeo).

Se una petizione sul web non viene consegnata con tanto di firma digitale, essa va sicuramente a smuovere la sensibilità pubblica su un tema nello specifico, ma le resta solo valore simbolico e non va a sortire gli effetti sperati nel concreto.

Pertanto quando tramite amici, social network o email si viene invitati a mettere il proprio nome ad una petizione, non si va a contribuire come si deve alla causa perorata. Ci si ritrova sicuramente ad esprimere la propria opinione, a smuovere quella altrui, ma se non fatta come si deve, è difficile che si riesca a dare la giusta impronta desiderata.

Il tutto senza trascurare che essendo una petizione sul web, mai viene richiesto, al momento della “firma”, il proprio documento d’identità, che in genere nelle petizioni tradizionali viene considerato come un alto ed essenziale requisito atto a dare ad una petizione valore legale. Valore che quella online, si ribadisce non ha senza firma digitale.

Immagine da Pixabay.com.

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