Perizia di stima azienda

Può capitare dopo anni, che chi possiede un’azienda decida di voler vendere la propria attività. Quando si decide di cedere la propria azienda, bisogna tenere tutti i documenti a posto, seguire un iter burocratico che vada a determinare con assoluta precisione il valore dell’azienda. Tra le procedure da porre in essere c’è la perizia di stima dell’azienda.

Si parla di perizia di stima d’azienda per indicare un documento, contenente sia descrizioni testuali, che riproduzioni multimediali e grafiche, atto a precisare con chiarezza ed esaustività quali sono le caratteristiche del bene (azienda) che viene messo in vendita.

Il suo obiettivo finale è stabilire un valore economico e commerciale dell’attività quanto più imparziale ed oggettivo possibile. In genere, all’interno di una perizia di stima aziendale, vengono raccolti tutti dati strettamente necessari, come caratteristiche estrinseche ed intrinseche dell’azienda, quali ad esempio anno di creazione, sede legale, tipologia di beni o servizi prodotti e così via. In alcuni paragrafi viene anche messa in evidenza la metodologia interna all’azienda e si segue uno schema strategico ben preciso per calcolare il valore totale del bene.

La perizia di stima di una azienda

La perizia di stima di un’azienda è diventata una pratica professionale molto in voga, sempre più richiesta dagli imprenditori che decidono di cedere la propria attività. In una prima fase iniziale, il perito, professionista che sa elaborare dati, sviluppa la strategia migliore da utilizzare, i criteri valutativi più idonei, sia empirici che pratici, per ottenere una descrizione oggettiva che possa essere soddisfacente sia per chi cede che per chi assorbe.

Ne consegue che si tratta di un atto molto complesso, ottenuto solo dopo lunghi studi e processi di analisi, che coinvolgono vari aspetti dell’attività, da quello contabile, a quello fiscale passando per quello legale, ambientale e di mercato. Il tutto serve al fine di ricavare un valore aziendale inteso come l’insieme dei beni idonei ad esercitare l’attività di impresa. Non bisogna insomma basarsi sul valore dei singoli beni, ma deliberare un profilo dinamico e caratterizzante che possa risultare appetibile per l’imprenditore che decide di prendere parte all’acquisto aziendale.

Proprio per le ragioni appena indicate, il perito che si occupa della stima per la valutazione dell’azienda deve decidere con moltissima attenzione quali criteri adottare per ottenere una descrizione ad hoc. Sarebbe infatti scorretto limitare la stima solo al valore che può avere in fase di funzionamento, in fase di cessione o in caso di liquidazione. Al fine di poter trovare risposta ad ogni possibile domanda che chi cede e chi acquisisce l’azienda può porre, il perito perfeziona il contenuto della stima, dandole un tono ampiamente professionale e preciso elencando i vari punti di forza e debolezza di un’azienda.

Come valutare quanto vale un’azienda

Il primo insegnamento che una perizia fornisce è che il valore totale dell’impresa non corrisponde al suo prezzo. La valutazione nella stima si basa su dati molto più complessi. Bisogna fissare un punto di partenza prima di fissare il costo del bene che si sta vendendo. Dunque affinché il valore risulti ampiamente congruo, occorre che la stima dell’impresa sia calcolata in maniera corretta.

Questo vuol dire scegliere il metodo più appropriato, il criterio più adeguato per redigere latro in oggetto. Tra i criteri più usati per ottenere il giusto bilancio economico nella stima troviamo la struttura finanziaria, le dimensioni dell’attività, l’ammontare del suo patrimonio, l’ambito di riferimento. In questo modo si cerca di evitare la sopravvalutazione dell’azienda: capita spesso che colui che cede mette sul mercato la sua impresa sbilanciando un prezzo esagerato non adeguato effettivo al reale valore della stessa. Invece, stabilendo i giusti criteri e la giusta metodologia (che si analizzerà di seguito con più attenzione) l’imparzialità sarà garantita.

Ma a questo punto del discorso, sorge spontaneo domandarsi: dopo la perizia, per la vendita a chi bisogna rivolgersi? Lo step successivo alla valutazione del valore aziendale è di andare alla ricerca di acquirenti se non ce ne sono ancora di disposti a prendere in considerazione l’acquisto dell’attività.

I metodi di stima di una azienda

In ultimo ma non per importanza, è doveroso analizzare tutti i metodi più diffusi atti alla valutazione del capitale economico di un’impresa. Volendo ridurre il discorso ad un elenco, è possibile dire che i metodi di stima di un’azienda maggiormente in voga sono:

  • Metodo reddituale;
  • Metodo patrimoniale;
  • Metodo misto (tra quello reddituale e quello patrimoniale);
  • Metodo finanziario;
  • Metodo dei multipli di mercato.

Un metodo non esclude l’altro: questo vuol dire che si può periziare usando più di un metodo all’interno della stessa stima. Anzi, maggiori saranno i requisiti strategici che si prendono in considerazione, e più sarà preciso il contenuto dell’atto, dal momento che eventuali divergenze di contenuto verranno a galla e si potranno risolvere approfondendo con ulteriori indagini per apportare poi le dovute modifiche.

Ci sono delle volte in cui la perizia professionale ha proprio bisogno, indipendentemente dal modus operandi del perito, di più criteri valutativi in riferimento alla stessa operazione, per eseguire una sintesi finale successiva ad hoc.

Vi è da dire che affidandosi ad un perito professionista, non sempre necessita la combo dei vari criteri, in quanto se la capacità analitica di chi stima l’attività è molto acuta, si raggiungono celermente rapidi risultati senza nemmeno la necessità di redigere il tutto usando più di un metodo. Ad ogni modo, qualunque sia il metodo impiegato, la cosa importante è essere particolarmente precisi, evitando di sintetizzare troppo, altrimenti si rischia di non sottolineare elementi di riflessione che invece possono fare la differenza agli occhi dei potenziali acquirenti. Ecco perché acutezza e pignoleria sono i due requisiti personali che un perito deve avere.

Immagine da Pixabay.com.

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