È possibile vendere auto con fermo amministrativo?

Può capitare un po’ a chiunque di effettuare un mancato pagamento che comporta l’istituzione da parte dello Stato del fermo amministrativo sulla propria auto. Come ci si comporta in questa situazione? È possibile divincolarsi vendendo l’auto? Ci sono delle cose da sapere prima di provvedere alla vendita dell’auto con fermo amministrativo, ma prima di ogni altra cosa è importante inquadrare questo istituto giuridico e capire a fondo quando può effettivamente presentarsi.

Cos’è un fermo amministrativo

Si definisce fermo amministrativo un procedimento cautelare (che può diventare esecutivo) posto in essere dall’Agenzia delle Riscossioni (un tempo chiamata Equitalia, ndr) nei riguardi di quei contribuenti che a seguito di notifica di cartella esattoriale non provvedono al pagamento nei tempi stabiliti dalla legge di 60 giorni. Ecco quindi che i funzionari della riscossione individuano il bene più facilmente bloccabile ovvero l’auto, e ne dispongono il fermo.

Da quanto appena detto ne consegue che il fermo amministrativo può avvenire anche ad altri beni non solo alle auto (ma anche moto, scooter, mezzi agricoli, macchinari). In genere a tutti quelli che possono rappresentare una garanzia di credito per gli Enti impositori. L’auto non può circolare in strada fino a quando non avviene la totale estinzione del debito.

E se si viene beccati a circolare in strada con un auto con fermo amministrativo le conseguenze possono essere salate. Si ha una multa da 1.984 a 7.937 euro, la revoca della patente e la confisca del veicolo.

Si può vendere un’auto con un fermo amministrativo?

In tale ottica, molti si domandano se sia possibile liberarsi di un’auto con fermo amministrativo attraverso la vendita. Ebbene la legge consente ad un debitore di alienare la sua auto, tuttavia coloro che acquistano l’interessato veicolo, così come il precedente proprietario, non possono circolare, radiare, demolire o esportare all’estero il veicolo. Dunque per permettere al veicolo di circolare liberamente in strada senza problemi, bisogna estinguere il debito.

A proposito di estinzione del debito, occorre fare delle piccole precisazioni in merito. Innanzitutto si deve partire dal presupposto secondo il quale colui che deve estinguere il debito sia chi acquista il mezzo, anche perché il venditore è tenuto ad informare l’acquirente del fermo amministrativo, che accetta di succedere con annessi e connessi al precedente proprietario.

Tuttavia se il compratore si ritrova a sua insaputa un’auto sottoposta a fermo amministrativo, ha tutto il diritto di risolvere il contratto, con successiva restituzione della somma versata o in alternativa con un calo del prezzo di vendita. Onde evitare questi spiacevoli episodi, in caso di acquisto di auto usate, si consiglia sempre di fare un preventivo passaggio presso il PRA per capire se esistono dei gravami sulla vettura (per effettuare questo controllo si può anche prendere contatto con l’agenzia di disbrigo pratiche automobilistiche più vicina e delegarla alla raccolta di questa tipologia di informazioni).

In conclusione quindi un auto con fermo amministrativo si può vendere a patto che se ne dia chiara informazione a chi compra.

Cosa succede se si vende un’auto con fermo amministrativo

A questo punto del discorso, è possibile andare più nel dettaglio per capire cosa accade quando si vende un’auto sottoposta a fermo amministrativo ancora in corso. Innanzitutto vi è una procedura di acquisto standard, per la quale il venditore va alla ricerca di un acquirente potenziale; quest’ultimo viene sincerato della presenza del fermo amministrativo, considerato che una volta comprata, la vettura non potrà essere utilizzata sino alla revoca del fermo.

Con il ricavato della vendita sarebbe il venditore a dover saldare il debito, con conseguente cancellazione del fermo al PRA.

Per coloro che comprano l’auto con fermo amministrativo, occorre precisare che per cancellare al PRA il fermo amministrativo, si deve seguire un iter burocratico volto a tutelare sia il venditore che il compratore. Dopo aver saldato il debito infatti è doveroso comunicare il tutto al Pubblico Registro automobilistico, presentando tutta la modulistica e i documenti richiesti. Si può fare questo passaggio anche rivolgendosi ad un’agenzia di pratiche auto.

In ultimo è bene anche precisare per coloro che ne hanno interesse, se si debba pagare il bollo quando l’auto ha il fermo amministrativo. A tal proposito si è pronunciata anche la Corte Costituzionale secondo la quale, il bollo deve essere pagato anche in caso di auto con fermo amministrativo. Un tempo infatti non era così, ma ora è a discrezione della Regione di riferimento pretendere in tale circostanza il pagamento del bollo.

Si può insomma concludere il discorso dicendo che non sussistono impedimenti per coloro che decidono di vendere un’auto su cui pende questo gravame, fermo restando che il futuro proprietario deve essere cosciente di quanto in pendenza, e sa di non poter circolare con la macchina a meno che non provveda lui ad estinguere il debito (anche perché non può nemmeno rottamare ed esportare il mezzo come in precedenza già specificato).

Proprio in virtù di tutte queste limitazioni essere sinceri con il compratore è requisito essenziale per la vendita di auto con fermo, altrimenti rischia che la trattava vada a monte e che il compratore possa avanzare addirittura la richiesta di risarcimento.

Ad ogni modo mettere un’auto con fermo amministrativo in vendita può avere i suoi pro e i contro, considerato che una delle due parti debba farsi carico del debito. Infine bisogna anche tenere presente che spesso sono i concessionari a provvedere all’acquisto delle auto con fermo amministrativo, perché spesso e volentieri gli acquirenti non se la sentono di prendere in carico una vettura con questo gravame.

Estinguendo a monte il debito o anche estinguere con parte della caparra ricevuta, potrebbe essere un punto a proprio favore e favorire celermente la cancellazione del fermo al PRA.

Immagine da Pixabay.com

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