Denuncia per percosse senza testimoni

Quella delle aggressioni fisiche è ancora oggi una particolare tendenza della nostra società che purtroppo non accenna a scemare. I malintenzionati sono tanti, approfittano di un momento di isolamento o solitudine per aggredire e percuotere quella che hanno selezionato come la propria vittima. Il brutto è che molti danneggiati non denunciano l’accaduto, convinti che l’assenza di testimoni vada contro di loro.

In realtà non è affatto così. Non avere qualcuno che possa confermare l’accaduto, non impedisce di agire contro chi ha fatto del male. In seno al procedimento penale infatti il racconto della vittima può essere visto dal giudice come prova attendibile della condotta incriminata.

Ovviamente non occorre precisare che bisogna dire sempre la verità, e che la propria versione dei fatti deve combaciare con gli elementi esterni e non divergere. Motivo per il quale come vedremo più avanti occorre avere comunque dalla propria parte documentazione medica e prove attestanti la dinamica così come denunciata.

Cosa dice la legge sulle percosse

Prima di andare a vedere nel dettaglio come comportarsi in assenza di testimoni, è doveroso precisare cosa prevede la legge in materia di percosse. E infatti all’articolo 582 del Codice Penale si legge che:

Chiunque cagiona ad alcuno una lesione personale, dalla quale deriva una malattia nel corpo o nella mente, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se la malattia ha una durata non superiore ai venti giorni e non concorre alcuna delle circostanze aggravanti (…)

Denuncia per percosse senza testimoni

Detto quanto analizziamo nel dettaglio quali passi compiere. Prima ancora della denuncia bisogna recarsi infatti in ospedale. Il ricovero al pronto soccorso è importante, in primis per la propria salute, e in secondo luogo per documentare l’entità e la tipologia delle lesioni.

Sia che si tratti di un banale livido, sia che si tratti di una lesione grave, il paziente ha diritto ad essere curato. Nella compilazione del referto inoltre, il personale medico chiederà al paziente come si è procurato quelle lesioni. In caso di percosse, si può specificare il nome dell’aggressore se lo si conosce.

Una volta in possesso del referto si può sporgere denuncia presso le forze dell’ordine. Ovviamente specificando l’assenza del testimone.

Come anticipato, la vittima funge da testimone di sè stesso. Non importa nè che il nome dell’aggressore sia noto nè che sia ignoto, quello che si dichiara serve già come primissima individuazione dell’accaduto per giungere poi alla punizione del reo. La denuncia si può sporgere anche verbalmente, in questo caso è l’agente che mette a verbale. In alternativa la si può scrivere di proprio pugno.

Ad ogni modo si devono depositare anche tutti gli elementi di prova necessari per dimostrare la dinamica così come espletata. Ricorda che per presentare denuncia bisogna rispettare il termine perentorio di 90 giorni.

Il processo

A questo punto inizia il processo. Il giudice ti ascolterà, e quello che dirai è molto importante in caso di assenza di testimoni al reato. Se quello che dici è pari al vero, il giudice considererà il tuo racconto sufficientemente completo per espletare sentenza di condanna. Con quest’ultima, il giudice potrebbe anche propendere per un risarcimento del danno.

Fermo restando che è un tuo diritto fare sia una causa civile sia una casa penale.

Perché fare la causa penale in caso di percosse?

A questo punto ti domanderai il motivo per cui convenga esperire anche una causa penale. Semplice: in sede penale senza testimoni è più facile che il reato venga riconosciuto in quanto vengono dati i giusti pesi alla dichiarazione della vittima.

Senza contare che il giudizio penale avrà anche un costo inferiore, non si paga infatti il contributo unificato come accade in sede civile.

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