Diritto News

Notizie economico-legali dall'Italia

Albo amministratori di condominio

Scopriamo insieme cos’è e come funziona l’albo degli amministratori di condominio

Gli amministratori di condominio sono delle figure riconosciute dal codice civile come “gestori” dei beni comuni presenti all’interno di un condominio. Sebbene non esista un albo degli amministratori di condominio, per poter ricoprire questo incarico è necessario essere in possesso di determinati requisiti. Inoltre, occorre aver preso parte ad un corso di formazione finalizzato all’acquisizione delle nozioni relative all’amministrazione condominiale e seguire i corsi di aggiornamento.

Requisiti necessari per poter essere nominato amministratore di condominio

Affinché un soggetto possa essere eletto amministratore condominiale è necessario che egli sia in possesso di ben sette requisiti, ovvero:

  1. Essere in possesso di tutti i diritti civili previsti dalla legge. Per poter ottenere tale riconoscimento occorre fare richiesta alla cancelleria del Tribunale competente, il quale provvederà a rilasciare un documento in cui si attesta la capacità di agire di un individuo. Grazie a questo attestato, è possibile constare che non vi siano state delle limitazioni alla capacità di intendere e di volere di un soggetto, ma anche di verificare se siano state emessi, nei suoi confronti, dei provvedimenti di interdizione o di inabilitazione.
  2. Non essere mai stati condannati per delitti contro la Pubblica Amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica e il patrimonio.
  3. Non essere mai stati sottoposti ad alcuna misura di prevenzione diventata definitiva (fatta eccezione per i casi in cui è avvenuta una riabilitazione). Quando un soggetto viene sottoposto ad una misura di prevenzione, vuol dire che non è ancora stato verificato il delitto oggetto dell’accusa. Si tratta di uno strumento utilizzato dalla giustizia per esercitare un controllo su un soggetto che ha assunto un comportamento errato, che fa presupporre un illecito non ancora accertato.
  4. Non essere interdetti o inabilitati. Ovvero non essere stati limitati nella propria capacità di intendere e di volere (capacità di agire).
  5. Non essere inseriti all’interno della lista dei protesti cambiari. Il protesto è un atto pubblico utilizzato dalle autorità competenti per segnalare il mancato pagamento di una cambiale da parte di un soggetto. Nel caso in cui, dopo 12 mesi dalla ricezione del protesto, l’individuo protestato si impegna a pagare la somma di denaro dovuta e i relativi interessi maturati, egli ha il diritto ad essere cancellato dal “Registro informatico”. Per ottenere la cancellazione occorre presentare una richiesta formale alla Camera di commercio competente.
  6. Essere in possesso del diploma di secondaria di secondo grado.
  7. Essere in possesso dell’attestato di frequentazione del corso di formazione iniziale in materia di amministrazione condominiale e seguire regolarmente i corsi di aggiornamento sulla materia.

Albo amministratori di condominio: esiste?

Un albo di professionisti altro non è che la lista dei nomi di coloro che sono in possesso dei requisiti minimi necessari per esercitare una professione. Nel caso degli amministratori di condominio non è ancora stato istituito un apposito albo pensato solo per loro; tuttavia esistono delle associazioni di categoria alle quali è consigliabile iscriversi per tutti coloro che sono eletti amministratori di immobili.

A tale proposito segnaliamo l’A.N.A.C.I, ovvero la più importante associazione di categoria che raggruppa oltre 8 mila amministratori di condominio a livello nazionale. Anche in questo caso è doveroso specificare che non sussiste alcun obbligo di legge in merito all’iscrizione a questa o altre associazioni.

Ad oggi gli amministratori di condominio, che esercitano tale professione, si dividono tra coloro che aspirano ad ottenere un riconoscimento con l’istituzione di un apposito albo e coloro che invece promuovono la gestione libera delle professioni intellettuali. Questi ultimi respingono con decisione l’ipotesi della nascita di un albo degli amministratori di condominio, che rappresenterebbe la fine delle associazioni di categoria così come lo conosciamo oggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *